CONDIVIDERE per INNOVARE

Pubblicato: 31 gennaio 2015 da alicemate in DIDATTICA, E' TEMPO... DI SCUOLA, NUOVE TECNOLOGIE
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condividere schema GiacomoCondividere per innovare… per riuscire ad avere una scuola “arditamente” ADEGUATA  ai nostri “NUOVI BAMBINI”, ma direi anche ai nostri NUOVI INSEGNANTI, perchè ci sono anche loro: insegnanti che vogliono che il loro lavoro sia utile a costruire insieme una scuola il più possibile aderente ai nuovi bisogni… e che non sia per forza una scuola HARD !!!

Parto ancora da uno schema di Giacomo che sa trovare la sintesi necessaria a mettere a fuoco in economia di tempo e spazio: se condividessimo di più, se ascoltassimo gli altri, a partire dai nostri alunni, colleghi, territorio, in modo critico e rispettoso, ma ci impegnassimo anche a mettere a disposizione quello che noi facciamo, umilmente, in modo che altri possano utilizzarlo, aggiornandolo, senza ripartire sempre da zero?

Ho letto il capitolo che affronta il problema della nostra  scuola e le tecnologie, nel  libro “I nuovi bambini” di Paolo Ferri, il professore di cui il collaboratore prof. Stefano Moriggi ci ha portato il pensiero al  corso sulla “Scuola dei nativi digitali”, da poco terminato nella sua prima fase.

Vorrei riportare alcune pagine che mi hanno risollevato dalla tristezza in cui mi ero trovata a fine corso, sentendomi troppo lontana e quindi in errore su come stavo lavorando, invece no, mi pare di capire che stiamo iniziando a cambiarla la nostra scuola, grazie alle nuove tecnologie, alle nuove idee, che sono idee e modalità di far scuola INSIEME ai bambini/ragazzi, INSIEME ai colleghi… solo così si è sulla corretta via, poi ci vuole molto altro ma almeno non siamo nè fermi nè soli!!!

“… Oggi l’impronta digitale della didattica, può rappresentare il punto di partenza per una maggiore rispondenza della formazione istituzionale ai bisogni degli studenti, delle famiglie, del territorio e delle imprese.”

Quindi:

bene all’utilizzo della LIM o videoproiettori per veicolare contenuti e lezioni in modo più interattivo e convogliando risorse disponibili, dal web, da esperienze educative di colleghi…

– bene a mettere a disposizione il proprio materiale prodotto in classe per studenti, famiglie e colleghi… utilizzando siti, blog, social come facebook, yuotube, Google+…

È solo un inizio, ma un corretto inizio! GIUSTO?

 Giacomo e Maria.

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Se avete tempo leggete quello che scrive in merito Paolo Ferri:

(clicca sulla foto per ingrandire e leggere) o scarica pdf da Qui
pag.206-207

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pag.208-209

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pag.212-213

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pag.214-215

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commenti
  1. Renata scrive:

    Qualcuno pensa di no. Il buon vecchio Stoll a esempio (http://www.garzantilibri.it/default.php?page=visu_libro&CPID=1526) o qualche maestro fuori dal coro come Franco Lorenzoni (cui aggiungo la mia voce, leggermente, con un invito alla estrema prudenza nell’esaltare il cosiddetto nuovo opponendolo poi a un passato – semplificato in quel rettangolo che mi pare un vero assurdo storico . che è stato ricco di iniziative pedagogiche, spero che questo invito alla prudenza detto da me non ti suoni contraddittorio, Maria). Un saluto.

  2. maestra Maria scrive:

    Grazie Renata per il tuo commento, al corso “Scuola per i nativi digitali” ci hanno detto che la LIM era ormai archeologia e che il blog solo una vetrina… ebbene il corso è terminato per la prima parte, ma ci ha lasciato in sospeso…
    Io utilizzo la LIM come un mezzo, uno strumento secondo la mia esperienza molto efficace per attivare altre attenzioni, per approfondire e completare conoscenze e informazioni e mi pare che anche tu Renata attingi da internet, da youtube per insegnare. Il blog, io non lo utilizzo come vetrina, ma come contenitore dove collocare materiali da ritrovare sia da parte mia che dei ragazzi, delle loro famiglie e dei colleghi, come io faccio con i blog degli altri colleghi.
    Non ritengo per questo che la mia scuola sia migliorata per avere la lim e il blog ma per avere un’opportunità in più di altri, la mia scuola è innanzi tutto in classe quando le conoscenze si costruiscono facendo insieme a loro, con la condivisione di esperienze… so che potrei fare meglio, e per questo vado a corsi, mi aggiorno leggendo libri, confrontandomi con colleghi come te o su gruppi facebook (da poco), sperimentando nuove metodologie che mi hanno motivato maggiormente di quelle che praticavo prima (metodo analogico di Bortolato)
    La Flipped Classroom mi sembra molto buona ma molto difficile… ma forse proprio grazie all’aiuto delle nuove tecnologie può farcela. Come dicono i promotori non è un’innovazione, è da Montessori, Mario Lodi, Don Milani, Freinet… ma loro non avevano questi mezzi potenti ad aiutarli. Questo è la tecnologia: saperla utilizzare, metterla al nostro servizio per fare meglio.
    Mah, chissà, io ci sto provando a farmi aiutare in questi miei ultimi anni e per ora non sono stata delusa e so che farei fatica a privarmene.
    Un caro abbraccio.
    Maria

  3. Renata scrive:

    Archeologia, vetrina? Sì, insomma tutto è zuppa e pan bagnato, vuoto e pieno, flusso e riflusso, mah. Una minore frenesia e ponderazione forse da parte dei “nuovi reggitori di corsi” e meno battute d’assalto sarebbe auspicabile. Mi sa che faccio bene a non fare corsi e a confrontarmi in primis con i miei alunni, con buone e magari vecchie letture eh sì, con qualche collega🙂
    Un abbraccio grande.
    r.
    p. s. – ah, però Stoll merita per l’impetuosa simpatia di essere visto se non letto: https://www.ted.com/talks/clifford_stoll_on_everything?language=it

  4. alicemate scrive:

    Eih! impetuosa simpatia… e chi può resistere alla curiosità di conoscere Stoll!
    …anche perchè sono curiosa di capire la TUA posizione😉

    (p.s. io dico sempre che per me è finita l’epoca dei corsi… ma quando nessuno partecipa mi pare che una testimonianza di ciò che si muove possa essere da captare, e… a volte, mi iscrivo, altre mi obbligano a farlo.)

  5. alicemate scrive:

    Ho visto il video: simpatia “aumentata” dalla fisica… e mi è venuta voglia di continuare la lettura di Don Chisciotte, anche perchè ho appena finito “I nuovi bambini” di Ferri. Grazie!

  6. Maria (F.S.) scrive:

    Renata, ho rivisto e pubblicato sul sito dell’Istituto il video come esempio di formazione agli insegnanti, dove lui (il tuo buon vecchio Stoll) dice niente computer in classe 4^: ok, ma, oltre al palco teatrale, utilizza la tecnologia di video, foto e strumentazioni adatte alla comunicazione/visualizzazione dei suoi contenuti.😉 Avercene di insegnanti così!

  7. […] CONDIVIDERE per INNOVARE […]

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