Scuola dei nativi digitali

Pubblicato: 30 dicembre 2014 da alicemate in DIDATTICA, NUOVE TECNOLOGIE
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schema classi Giacomo

Premessa curiosa e significativa:

Scuola Easy o Hard?
Questo schema, pubblicato dal maestro Giacomo lo scorso novembre, mostra due diverse interazioni del gruppo classe, a seconda delle metodologie di insegnamento, da cui dipendono le rispettive relazioni insegnante/ragazzi e ragazzi/ragazzi.
Giacomo le presenta come:
Easy (facile) la prima: quella in cui l’insegnante conduce la tradizionale  lezione frontale e i ragazzi ascoltano passivamente in silenzio.

Hard (difficile) la seconda: la lezione non c’è più,  tutti gli studenti, con l’insegnante,  lavorano alla soluzione/ricerca/studio in gruppo per raggiungere attivamente gli apprendimenti… (è difficile! infatti nessuno o quasi si preoccupa di fare o provare a fare le cose hard…)

Io avevo commentato a Giacomo: – Com’è vero! ma con la LIM si mischiano le due situazioni… creando Easy/Hard alternate, perché l’insegnante quasi “raddoppia” (cioè fa lezione ma attraverso video, immagini, testi già preparati ed è così più libera di interagire, aiutare, curare relazioni,  gestire laboratori e gruppi…)

… ma Giacomo non pare più convinto dei benefici della LIM…

ma come? – rispondo incredula. –  per me è sempre un forte sussidio per cambiare e innovare l’insegnamento!

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Il giorno successivo ha inizio il corso “La scuola dei nativi digitali” a cui partecipiamo sia Giacomo che io.

Perchè mi sono iscritta? Perchè l’iniziativa vuole rispondere all’esigenza educativa di rivedere alcuni modelli didattici e comunicativi conseguentemente all’uso di nuovi strumenti tecnologici… proviamo a sentire!

– Nel primo dei quattro incontri in calendario la lezione è  Easy, lezione tradizionale: il docente spiega ai corsisti, che ascoltano e prendono appunti, spiega come sia cambiato il mondo della cultura, come sia modificata la circolazione dei saperi e come i bambini abbiano un diverso modo di apprendere, di leggere, scrivere, pensare… mentre la scuola è rimasta ferma, ferma nei secoli…

Dal dipinto di Laurentius de Voltolina 1350 c.a. : “Lezione all’Università di Bologna”

Lezione all'Università di Bologna Laurentius de Voltolina 1350 c.a.

Alcune puntualizzazioni storiche sull’evoluzione della cultura:

1- Sette secoli fa, come documentato dal dipinto, una lezione > letio > leggere, in cui appunto un insegnante legge un prezioso libro agli studenti che prendono appunti (quelli delle prime file!)

2- Con la stampa il libro diventa meno prezioso, il docente spiega il libro che tutti gli studenti posseggono

3- Ora la tecnologia riproduce non solo il libro ma riproduce il docente stesso che spiega attraverso video a disposizione di tutti in internet

– Anche qui, su questo spazio on line, possiamo infatti vedere, attraverso un video di Graziano Cecchinato, una lezione simile a quella del corso: è lunga ma la possiamo seguire quando vogliamo, facendo pause, rivedendola nelle parti che più ci servono… rispettando i nostri bisogni e interessi

Nel video il docente Graziano Cecchinato ci porta a scoprire che quello che serve alla scuola dei nativi digitali è un capovolgimento del METODO di insegnamento: bisogna cambiare, rendere la lezione attiva, partecipata, interattiva, insomma una lezione Hard. La lezione frontale, quella Easy, sarà demandata agli strumenti tecnologici, a casa.

A scuola si attiveranno lavori di gruppo con i compagni, con la guida e il supporto dell’insegnante: abbiamo la Flipped Classroom!

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Altri strumenti per “apprendere”a disposizione sul web:

– una presentazione dei contenuti, con testi, immagini, video… (“Prezi Edu”): cliccare QUI e lasciare caricare, poi sfogliare con le frecce e altre modalità da scoprire…

– un testo in pdf sempre sulla Flipped Classroom cliccare QUI per aprire e scaricare

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Concludendo:  io ascolto,  mi incuriosisco, condivido, approfondisco, provo anche a non assegnare compiti per le vacanze di Natale… ma su un punto no, non sono d’accordo: che la LIM sia già archeologia!!!

Altro punto da chiarire: quando la scuola Primaria è “a tempo pieno”,  dove i bambini restano a scuola la maggior parte del loro tempo giornaliero, in che modo, in che percentuale è possibile rovesciare, fare la Flipped Classroom? La parte di “lezioni” da assegnare per compito potrebbe essere, almeno in parte, ancora da svolgere in classe e magari usando la tecnologia scolastica… e la LIM? per i fortunati che ce l’hanno?

Giacomo e Maria

commenti
  1. In merito alla primaria a tempo pieno, le nostre maestre capovolte usano i video per l’apprendimento nei weekend e nelle vacanze. A scuola i tempi che sarebbero dedicati all’apprendimento personale restano tali ma con un maggiore uso degli audiovisivi. L’importante è che nel momento dell’applicazione dei contenuti in bambino non sia lasciato solo.

    • alicemate scrive:

      Grazie!!!🙂
      Sono alle prime esplorazioni della Flipped Classroom (scoperta al corso con il Dott. Stefano Moriggi, collaboratore del Prof. Paolo Ferri), anche se mi ritrovo bene in questo rovesciamento… Sto studiando e riflettendo: ho visto anche un suo video intervista

      Una cosa mi rassicura della mia didattica: l’uso della matematica analogica di C. Bortolato che vedo riscuotere buoni risultati fra i bambini, utilizza tecnologia, manualità e compiti a casa “diversi” e accattivanti. La conosce?
      Maria (alicemate)

  2. maurichem scrive:

    La matematica di Bortolato è bellissima. Ottima scelta! Ti metterò in contatto tramite Facebook con le due nostre maestre formatrici. Loro insegnano anche un modo per coinvolgere efficacemente i genitori dei bambini. Ciao. Maurizio

    • alicemate scrive:

      Grazie Maurizio! sono felice che il metodo analogico sia in linea anche con la vostra filosofia di classe capovolta perchè sto sperimentandolo felicemente, come pure l’uso della LIM come mezzo efficace per mostrare video, tutorial, esercitazioni… in particolare nelle classi a tempo pieno, giusto?
      Resta il problema Hard di cui tratta il post per attivare una metodologia senza lezioni frontali, (il metodo attivo, operativo), come visualizzato nei due schemini. Problema che io risolvevo in parte proprio con l’utilizzo di LIM come sussidio/lezioni e sussidio/laboratorio…
      Mi pare di capire che ci vuole un rivoluzionamento totale della didattica per poter arrivare ad un valido approccio didattico Hard, e non basta un solo insegnante motivato, quindi procedendo per gradi il pioniere cosa può fare? oltre ad aggiornarsi?

      Ieri mi sono guardata questo video sulle linee guida delle “Scuole senza zaino” con il promotore Marco Orsi, che richiama molto le linee del lavoro in classe della Flipped Classroom ed ho capito quanto sia “Hard” passare dalla buona teoria alla pratica:

      Ciao.
      Maria

  3. […] Scuola dei nativi digitali […]

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