Una riflessione con MARIO LODI

Pubblicato: 26 aprile 2012 da alicemate in DIDATTICA, E' TEMPO... DI SCUOLA, SCUOLA E PEDAGOGIA POPOLARE
Tag:, , , ,

LA NOSTRA AULA … LA PIU’ BELLA STANZA DEL MONDO?

 Siamo in classe, i ragazzi guardano, ascoltano, chiedono, provano, sbagliano, riprovano, aiutano il compagno, provano insieme, vogliono farcela, alla fine qualcosa hanno costruito tutti e sono soddisfatti di aver preso parte alla lezione, di aver collaborato, di aver imparato qualcosa in più del giorno prima.

La scuola può anche essere attiva, portare soddisfazioni, essere piacevole, a volte anche divertente!

 Certo se si riesce a fare scuola in modo giocoso, creativo, coinvolgente, si riesce più facilmente ad attivare TUTTI, a promuovere cultura per TUTTI.

Ma è molto impegnativo attivare questi felici momenti di apprendimento per TUTTI, come è difficile la DEMOCRAZIA.

 Lavorare per tutti richiede tempi maggiori, a volte sembra anche di “perdere tempo”, di disperdere inutilmente energie, proprio come succede nelle gestioni democratiche, quando le decisioni le si vuole partecipate e condivise da tutti, quando si ascoltano i bisogni degli altri, attivando le energie di tutti e riconoscendo con onestà il lavoro di ciascuno.

Questa scuola che “tiene tutti” è difficile da attuare. Quella selettiva, che tiene solo i migliori, che non si impegna a cercare strade diverse, e chi non sa seguire la sua strada, l’unica e difficile strada per i capaci, resti pure fermo lì o rotoli giuuuuu…

 Questa riflessione è stata stimolata dalla lettura di un articolo riportato sulla rubrica della rivista di marzo/aprile 2012 “Scuola e formazione” dedicata al grande maestro Mario Lodi in occasione del suo 90° compleanno. (clicca QUI per vedere la rivista e aprire il pdf a fondo pagina)

 Mario Lodi ( 17/02/1922) è il maestro/scrittore che ci ha dato  “Cipì”, “Il paese sbagliato”, “Bandiera” e tanti altri libri per i bambini e per la scuola e che continua a lavorare affinchè la scuola sia una bella stanza per tutti quelli che la vivono.

 Sono quindi tornata a rivedere un’ intervista a Mario Lodi di Famiglia Cristiana del  2008LA CLASSE DEL MAESTRO” di cui riporto questi due quesiti

(per vedere tutta l’intervista clicca QUI)

 1) La scuola che deve fare?

… abbiamo un problema in più da fronteggiare, fatto di Tv e computer che scollano sempre più i bambini dalla vita reale per proiettarli in un eterno virtuale, insinuando in loro la convinzione che l’avere conti più dell’essere e del sapere».

Rende l’idea con un aneddoto: «Sono stato in una classe poco tempo fa, ho chiesto ai bambini cosa sognassero di fare, uno mi ha risposto ‘il miliardario’, ovviamente in euro, ‘così mi compro due belle ragazze e due macchine’. Gli altri ne hanno fatto subito un leader. Nel ‘mi compro’ c’è un’idea di mondo. Se vogliamo una speranza come scuola
dobbiamo inventarci un sistema per fermare questo mercato. Non so se l’idea che ho saprà farlo. Sperimentiamo, poi magari alla fine scopriremo che non vale, ma almeno proviamo».

2) Maestro unico? Tempo pieno?

Quando gli chiediamo che ne pensa del maestro unico di cui tanto si discute Lodi risponde che: «Non è fondamentale che siano uno o tanti, dipende tutto da come sono. Anche il tempo pieno l’abbiamo inventato noi, a Barbiana e a Vho di Piadena, ma non è un valore in sé, conta quel che ci metti dentro: se è un parcheggio non serve a niente».


Vengono in mente le parole di don Milani: «Gli amici mi chiedono come faccio a far scuola e come faccio ad averla piena. Insistono perché io scriva per loro un metodo, che io precisi per loro i programmi, le materie, la tecnica didattica. Sbagliano la domanda, non dovrebbero preoccuparsi di come bisogna fare per far scuola, ma solo di
come bisogna essere per fare scuola». Nessuno, né don Milani che non c’è più da tanto tempo, né Mario Lodi che a 86 anni ancora insegna delle cose, si è mai illuso che fosse facile tradurre in realtà gli ideali. Ma non sembra una buona ragione per non provare.

Che ci dicono quindi Mario Lodi e Il suo amico Don Milani, dove sta la differenza nel far di un’aula la più bella stanza del mondo?

– la differenza non è quello che fa un insegnante, ma come lo fa

– come lo fa non è il metodo che segue ma come si pone mentre insegna

– è il maestro che fa la differenza

– un gioco può diventare ostile

– una lezione frontale può essere felicemente giocosa…

– il tempo pieno può diventare un parcheggio

– il tempo breve una stazione di lancio…

Sono poi andata a leggere l’intervista a MARIO LODI di Repubblica, 16 febbraio 2012 a cui si collegava anche la rivista scolastica.

“Sognavo una scuola libera, ma oggi quell’utopia non c’è più”

A una scuola puramente trasmissiva, dispensatrice di saperi dall´alto, opponeva un insegnamento che contemplava la collaborazione al posto della competizione, il recupero invece della selezione, la ricezione critica piuttosto che l´ascolto passivo. «Volevamo rifondare la scuola democratica. L´aula rappresentava la società e a scuola si sperimentava la base del vivere civile. Il maestro doveva formare il cittadino responsabile».

E dopo oltre mezzo secolo, maestro Lodi, qual è il bilancio?

Lo sguardo azzurro si fa distante, come a difendersi da una realtà che non gli piace. «L´Italia è un disegno incompiuto. Non è nato il popolo che volevamo rieducare, così come non è nata la nuova scuola che avevamo in mente. Se mi volto indietro, se penso al nostro lavoro di quei decenni, mi sembra tutto vanificato. Oggi è prevalsa la scuola tradizionale, un modello competitivo che somministra nozioni e dà la linea». Non vogliamo teste piene, le vogliamo ben fatte: era lo slogan degli insegnanti democratici. Un´altra favola bella che se n´è andata.


E al maestro di oggi cosa suggerirebbe?

«Possedere un cuore, che è un motore potente. E poi attaccarsi al bambino, seguirlo con dedizione, riuscire a scrutarne i talenti nascosti. Senza mai dimenticare che il compito della scuola è trasformare un gregge passivo in un popolo di cittadini pensanti».

No, non si arrende Mario Lodi. Ma nel giorno del suo novantesimo compleanno, lui chiede per favore, fate silenzio. Guardate fuori dalla finestra, insieme al maestro, ma in silenzio.

E allora con il saggio Maestro restiamo un po’ in silenzio e riflettiamo… guardando con lui dalla finestra.

(Intervista a Mario Lodi sul suo nuovo libro “C’è speranza, se questo accade al Vho”. Drizzona (Cremona) 03/02/2011)

Link ad alcuni lavori pubblicati in internet,  fatti dai bambini della scuola primaria con i loro insegnanti :

“Nasce Cipì” narrata e illustrata dalle classi seconde  (tratto dala storia di “Cipì” di Mario Lodi)

La storia di “Cipì” di Mario Lodi raccontata dai bambini di una classe prima:

“LA STORIA DI CIPI’, UN UCCELLINO BIRICHINO”

La storia di” Cipì” raccontata e  illustrata in una classe seconda:

cip  cip… Cipì

Un altro lavoro su

La storia di Cipì

commenti
  1. riccardo scrive:

    Quasi quasi mi vergogno ad intervenire dopo aver letto parole così belle e vere…
    La nostra scuola è diventata purtroppo una sorta di anticamera del lavoro: ma non di quello garantito da diritti e teso allo sviluppo integrale della persona umana.
    No, piuttosto di quello che vuol far regredire i cittadini appunto dalla condizione di cittadini a quella di schiavetti, soldatini… al massimo, a quella di clowns o geishe del potente di turno.
    Ma una scuola democratica, e democratica nei termini descritti dal maestro Lodi, può essere l’antidoto a tutto questo.
    Certo la scuola non deve formare degli apprendisti o degli yes-men ma degli uomini e delle donne responsabili delle proprie azioni e stimolatori di responsabilità anche negli altri.
    Lo stesso nozionismo è inutile e pericoloso, perchè forma nei ragazzi la falsa e pericolosa idea che si possa o si debba avere 8 in latino e greco ma che sia inutile conoscere il proprium, il tratto distintivo di quelle civiltà.
    Che si possa sapere tutto di S. Agostino ma che non si debba “perder tempo” coi suoi travagli interiori… che lo rendono ancora così moderno.
    Che si debba essere degli assi della matematica ma che si possa rinunciare a ragionare in modo logico.
    Ecc. ecc. ecc. ….
    Grazie comunque per questa bella segnalazione!

  2. alicemate scrive:

    Sono felice di questo tuo commento, felice per me, che ho la possibilità di approfondire una riflessione, felice per la scuola, per cui lavoriamo, felice per Mario Lodi che non è solo nella sua delusione e nella rinnovata convinzione educativa.

    Sempre sulla rivista Scuola e formazione, Mauro Ceruti (professore di filosofia) esplicita il suo pensiero su come la scuola stia modificandosi, all’insegna del risparmio proprio verso una regressione, come dice Mario Lodi. Una regressione in un momento in cui la formazione dovrebbe essere invece un investimento per poter uscire dalla crisi.
    Ma allora perchè questa scelta?
    Ceruti parla di una sorta di “scorciatoia”, in quanto gli investimenti in formazione e cultura ripagano in tempi lunghi!!! Quindi la scelta è dare formazione solo alle eccellenze, a pochi e in poche scuole (sappiamo quindi a chi e dove). Alle altre scuole, agli altri alunni spetterebbe solo un sapere trasmissivo, nozionistico, tecnico, eliminando la parte pensante, creativa della formazione.
    Ma Ceruti avverte che non è possibile risolvere alcun problema, compreso quello economico con questa scorciatoia: l’eccellenza e la creatività si sviluppano solo se sono DIFFUSE non ristrette.
    E allora forse possiamo ancora sperare?

    E io che sognavo che potesse entrare anche filosofia alla scuola primaria?

    http://www.liguori.it/schede/lipman_intervista.asp

    Grazie, grazie e grazie per l’impegno e il tempo che ci hai dato!

  3. alicemate scrive:

    L’ha ribloggato su .

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...