LA MATEMATICA E L’ORDINE con Bolondi e D’Amore

Pubblicato: 28 ottobre 2011 da alicemate in A SCUOLA DAI MATEMATICI, DIDATTICA
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LA MATEMATICA E L’ORDINE   (con Bolondi e D’ Amore)

Dall’intuizione al rigore matematico, ma conquistato personalmente.

Vogliamo seguire i nostri due matematici e scoprire il perché?

” La matematica come disciplina e il matematico come personaggio sono spesso indicati come prototipi del rigore, tanto che perfino i documenti dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità cadono nel tranello e assegnano alla matematica il compito fondamentale di educare al rigore, all’ordine, alla precisione.

Il fatto è che da migliaia di anni si è accettato lo stile euclideo-aristotelico di NASCONDERE GLI ATTI CREATIVI E DISORDINATI DI INTUIZIONE a favore della pulizia immacolata della dichiarazione finale, con il risultato di creare una grande confusione al riguardo. Come ogni scienziato, come ogni essere umano, come ogni investigatore, il matematico che crea, prima intuisce e poi, lentamente, ri-costruisce ed esplicita il risultato raggiunto con ordine e rigore. Ecco dunque la dimostrazione impeccabile, rigorosa, laconica,brachilogica…

Ma non è così che le IDEE NASCONO, si creano, si intuiscono.

Dare questa idea della matematica è, a nostro avviso, DELETERIO PER LA SCUOLA.

Per far davvero capire la matematica, come si è creata ogni sua pratica, bisogna far creare agli allievi stessi, far ripercorrere i passi compiuti dai matematici, in modo intuitivo, anche poco ortodosso, e raffigurare e disambinguare il risultato con una chiara e precisa comunicazione, utilizzando termini e pensieri univocamente interpretabili.

Lo studente deve capire che il formalismo matematico è una necessità

e

che la creazione matematica sta alla base, è il percorso fatto di intuizione, prove ed errori necessari al raggiungimento del rigore e della bellezza di ogni creazione finale, come quella di qualsiasi scienziato, poeta, artista in genere…

… questo significa che chi opera deve osare, deve mettere in gioco le proprie conoscenze previe in una situazione nuova, deve cioè inventare, tentare, creare, sbagliare, se necessario… Questa attività non è tipica dello scienziato, ma di chiunque.

In certe stereotipate attività di insegnamento invece, sembra che l’unico dovere di chi apprende sia di

RIPETERE CIO’ CHE E’ STATO DETTO.

– Non cercate di soddisfare la vostra vanità insegnando loro troppe cose. Risvegliate la loro curiosità. E’ sufficiente aprire la mente, non sovraccaricarla – (Anatole France)

Non basta capire le cose, perchè ci sia apprendimento, bisogna ricordarle, utilizzarle, che diventino parte di noi, del nostro bagaglio.

Ma per arrivare a questo c’è bisogno di sana lentezza, quella leggerezza e quella pazienza che sono tipiche delle persone fortemente professionali.

Nulla in matematica può sostituire il lavoro personale dello studente.

La matematica è per tutti, ma richiede impegno, lavoro, sforzo in prima persona.”

Qualche giorno fa ho fatto un’esperienza di lavoro con i ragazzi di classe 5^ primaria, un lavoro semplice, ma lasciandoli provare, anche un po’ sbagliare e alla fine … trovata la soluzione e la … soddisfazione, ho chiesto loro se tanta fatica era valsa la pena…

Probabilmente questa prova non è stata  felice  per tutti e subito compresa, ma guardandoli ho visto in loro una soddisfatta stanchezza per una personale scoperta e ho capito che ne vale veramente la pena di “perdere” un po’ più di tempo perché loro lavorino per capire e non per soddisfare i loro insegnanti!

(il lavoro è stato un esercizio/gioco on line  di equivalenze con abaco. La valutazione del programma ci aveva dato un basso punteggio, si è dovuto cercare il perchè e in questo modo molti hanno fatto scoperte che non avrebbero potuto fare se il  problema lo avessi risolto io o peggio ancora lo avessi evitato. Vi linko QUI il collegamento al gioco anche se non potete vedere il nostro percorso).

commenti
  1. ili6 scrive:

    Ciao Alice,
    come sai sto muovendo i primi passi (dopo 28 anni di servizio…) in una classe prima come insegnante unica😦 quindi vai con la matematica… e vai con ritmi e percorsi e…
    il rigore matematico conquistato personalmente…yes…
    ieri ritmi di quadratini, di due, di uno, salto due e…qualcuno salta di più, qualche altro salta a balzi, altri non ne vogliono saper di saltare e siccome la matematica è rigore, vai di gomma!!!
    Ormai vedo quadratini che ballano ovunque!🙂

    A parte questo e il gran caldo che non favorisce la concentrazione, mi vien già da dire che questo appena iniziato sarà un buon percorso scolastico. E tu? Come sta andando il tuo tempo pieno?

    • alicemate scrive:

      Ciaooo Ili!!!
      Che bello sentirti parlare di matematica, di matematica in classe prima… io ci sono immersa fino alle orecchie, quindi è rasserenante condividere questa partenza dallo 0 (zero), non da zero caspita, i numeri sono già parte forte delle loro esperienze, ma a noi tocca mettere ordine, riprendere in mano le loro scoperte e organizzarle e collegarle e fare in modo che siano bagaglio e non zavorra… ci capiamo 😉
      Comunque anch’io sono partita con i miei 22 bimbi ben equipaggiati e nuove giovani colleghe… E’ tutto un po’ faticoso come ogni partenza, ma anch’io sono fiduciosa, i bambini mi sanno motivare e mi seguono, il pranzo e il dopopranzo… per ora li sto collocando e dando un senso.
      Ho aperto un nuovo blog per i miei primini e le loro famiglie. Ti metto l’indirizzo anche se per ora non c’è molto… e niente foto, il nuovo dirigente non chiede liberatorie per nessuno.
      http://blogscuol.wordpress.com/ (in alicemate c’è il banner per lincarlo)

      Da noi è freschino e piovosetto… da voi si starà alla grande in inverno?
      Buon anno scolastico a te e truppa al completo e, a risentirci.🙂

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