“Another Brick in The Wall”

Pubblicato: 7 luglio 2011 da alicemate in SCUOLA E PEDAGOGIA POPOLARE, TEMPO LIBERO
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In attesa…ai lati del palco, un principio di muro…il tema del concerto:

THE WALL  (IL MURO)

Alle ore 21.00 precise parte con forza lo spettacolo, con la forza potente di un bombardamento e trascina tutti noi in una inconsapevole, sgomenta e tragica avventura, come succede ai popoli allo scoppio di una…GUERRA.

Il muro, simbolo di chiusura, di censura, di ignoranza, di paura…

pian piano si completa con l’aggiunta di mattoni giganti, bianchi e ingombranti …

Quanti sono questi mattoni che serviranno per una costruzione tanto alta da formare una prigione, anche la SCUOLA  può contribuire a questa triste opera:

“Another Brick in The Wall”

VIDEO dal film di Alan Parker

Another Brick In The Wall  (Part I)
Daddy’s flown across the ocean
Leaving just a memory
A snapshot in the family album
Daddy what else did you leave for me
Daddy what d’ya leave behind for me
All in all it was just a brick in the wall
All in all it was just bricks in the wall

The Happiest Days of Our Lives

When we grew up and went to school
There were certain teachers who would
Hurt the children anyway they could
By pouring their derision
Upon anything we did
And exposing every weakness
However carefully hidden by the kids
But in the town it was well known
When they got home at night, their fat
And psychopathic wives would thrash them
Within inches of their lives

 Another Brick In The Wall  (Part 2)

We don’t need no education
We don’t need no thought control
No dark sarcasm in the classroom
Teacher, leave the kids alone
Hey, Teacher, leave the kids alone!
All in all, it’s just another brick in the wall
All in all, you’re just another brick in the wall.
We don’t need no education
We don’t need no thought control
No dark sarcasm in the classroom
Teachers, leave the kids alone
Hey, Teacher, leave the kids alone!
All in all, you’re just another brick in the wall
All in all, you’re just another brick in the wall

VIDEO del concerto “Another Brick in The Wall” del 04.07.2011

Traduzione:
Un Altro Mattone Nel Muro   (Prima Parte)

Papà è volato attraverso l’oceano
Lasciando solo un ricordo
Un istantanea nell’album di famiglia
Papà, che altro mi hai lasciato?
Papà, che altro hai lasciato per me?
Dopo tutto era solo un mattone nel muro
Dopo tutto erano solo mattoni nel muro

I Giorni più Felici delle nostre Vite

Quando crescemmo e andammo a scuola
C’erano certi insegnanti che avrebbero
Fatto del male ai bambini in ogni modo
Riversando il loro scherno
Su qualunque cosa noi facessimo
E smascherando i nostri punti deboli
Per quanto accuratamente nascosta dai ragazzi
Ma in città era ben noto
Che una volta tornati a casa la sera, le loro grasse
E psicopatiche mogli li avrebbero picchiati
Fino a ridurre la loro vita a pezzettini

Un Altro Mattone Nel Muro   (Seconda Parte)
Non abbiamo bisogno di educazione
Non abbiamo bisogno di essere sorvegliati
né di oscuro sarcasmo in aula
Professore, lascia in pace i ragazzi
Hey, professore, lascia in pace i ragazzi!
Tutto sommato, è solo un altro mattone nel muro
Tutto sommato, siete solo un altro mattone nel muro.
Non abbiamo bisogno di educazione
non abbiamo bisogno di essere sorvegliati
né di oscuro sarcasmo in classe
Professori, lasciate in pace i ragazzi!
Ehi, professore, lascia in pace i ragazzi!
Tutto sommato, siete solo un altro mattone nel muro
Tutto sommato, siete solo un altro mattone nel muro

Avete ascoltato e letto il messaggio?    Allora…

non abbiamo bisogno di EDUCAZIONE ??

L’EDUCAZIONE  è davvero una barriera alla LIBERTA’??

Mah, non pensiamo si  intenda questo, ma che ci si voglia riferire ad una ‘EDUCAZIONE  SBAGLIATA”,  nel senso di educazione come COSTRIZIONE  :

– intollerante ad ogni possibile compromesso

– intollerante all’ascolto

– intollerante alla comprensione

– intollerante all’attesa

– intollerante alla pazienza

– intollerante alla gioia dell’errore come scoperta

– intollerante all’errore come conquista di autonomia

– intollerante…  alla tolleranza.

COSI’ NO !!!!     maestri, professori, giù le mani dai ragazzi!!!

Insegnante,  tu dovresti  portare i ragazzi alla  scoperta del mondo, alla conciliazione col mondo, all’integrazione dell’individuo con l’umanità…

e ci dovrebbe essere un modo, maestro,  perchè tutte queste anime diverse dei tuoi alunni non debbano essere in conflitto fra loro, combattersi per imporsi…

ci dovrebbe essere un modo per insegnare loro a costruire unendo le loro forze…

Il mondo è  di tutti?

La  conoscenza che ci fa sempre più liberi e coscienti ci può guidare?

Allora possiamo iniziare:

TEACHER, giù le mani dai ragazzi… ogni  violenza… è muro!

Dobbiamo abbattere il muro anche nella scuola!!!!

Guardate…

il muro  sul palco è crollato, lo spettacolo è finito…

è  stato bello, duro, forte,  liberatorio,

carico di energia e di poesia

come deve essere ogni vita  vissuta.

(due maestri)

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commenti
  1. lameladiodessa ha detto:

    Di una sola cosa sono dispiaciuto…non essere andato a rivederlo il giorno dopo.

    • alicemate ha detto:

      Beato te!!! Io mi dispiaccio di molte cose, come ben sai: vorrei conoscere la musica, vorrei conoscere la lingua inglese, vorrei saper suonare uno strumento…
      anche perchè sarebbe super per me e ottimo per la professione di un insegnante… ragazzi abbiate pazienza anche voi… stanno arrivando tempi migliori, vero maestro?

  2. alicemate ha detto:

    è passato un anno e mi piace ripensare a questa esperienza, e ho riletto la riflessione sui maestri… dobbiamo credere che la scuola non sia muro, e lavorare per questo!

    • ili6 ha detto:

      Concordo pienamente !
      In questo preciso momento devo riuscire ad abbattere un muro che ho io stessa alzato verso la riforma e precisamente verso l’insegnante unico; un muro di non accettazione che nasce dalla splendida esperienza ventennale di insegnante modulare. Alzare questo muro è stato istintivo ed inevitabile, ma ora devo abbatterlo e devo credere e convincermi che la mia nuova esperienza lavorativa sarà positiva e costruttiva. Devo farcela, devo crederci, devo fare un carico di passione ed entusiasmo, di sfida, di caparbietà, di energia a fare sempre e comunque bene.
      E devo anche sbrigarmi perchè settembre si avvicina.
      Mai muri.
      i miei nuovi piccoli alunni mi aiuteranno. Loro, i bambini, sanno come fare.
      Ciao,
      maria Rosaria

      • alicemate ha detto:

        Carissima Maria Rosaria, il fatto stesso che del tuo problema ne parli, ne faccia partecipi anche altri colleghi e che ne tratti anche pubblicamente come argomento su cui porre l’attenzione… beh direi che il muro lo stai smantellando, non demolendo con la rabbia, ma con calma, un mattone per volta senza creare polveroni, ma cercando chiarezza e soluzioni.
        Io, come collega non posso portarti la mia esperienza come maestra unica perchè non l’ho mai provata, sono sempre stata convinta come te che per i bambini il modulo di più insegnanti sia più arricchente, più rassicurante e più stimolante, e lo dico anche come genitore di tre figli che hanno avuto la fortuna di frequentare la scuola con più insegnanti.
        Come sai il mio prossimo anno sarà invece in una prima di tempo pieno, sono tre anni che mi sto preparando ad affrontare questa esperienza che ritengo impegnativa, perchè diversa, perchè nuova e, secondo me, molto buona solo se organizzata nel modo giusto, come tutto!
        Anch’io come te mi devo adeguare, mi dovrò reinventare, rimettere in discussione e provare. Per cambiare bisogna attrezzarsi un po’ di più, ma siamo fiduciosi!

        (p.s. da noi, in alcune scuole a 27 ore non si è adottata la maestra unica, ma si è mantenuta dove possibile la flessibilità di lavorare su due classi, non è più modulo ma diciamo maestre specializzate nelle materie letterarie o tecniche… L’autonomia penso lasci ancora questa opportunità).

  3. ili6 ha detto:

    Sì, l’autonomia scolastica lascia ai dirigenti l’opportunità di organizzare il lavoro dei docenti come insegnanti modulari, prevalenti o uniche ma a patto che gli organici siano corrispondenti. E qui si gioca la volontà, la scaltrezza e la furbizia di parecchi capi di istituto che riescono ancora ad ottenere insegnanti perchè l’autonomia possa concretizzarsi. Magari pasticciano un pò con le carte o con le amicizie tra gli uffici del Miur però alcuni ancora riescono e danno così posti di lavoro e possibilità di organizzazione al collegio dei docenti. La mia dirigente scol. ha rinunciato a tali “lotte” ed ha mantenuto l’impianto modulare sino al suo naturale esaurimento. Nella mia scuola si sono persi, da tre anni a questa parte, 2 colleghi l’anno.( La mia scuola ha un corpo docente abbastanza giovane e di pensionamenti ormai se ne parla sempre meno) .
    Cmq…ti svelo un’anteprima :oggi pomeriggio sono stata in una libreria e, pur non avendone intenzione, non so come e non so il perchè…sono finita nel reparto scuola e didattica ed ho acquistato 3 libri didattici su matematica e scienze. Domani andrò al mare per un pò di giorni; li metto nel borsone?
    🙂

    • alicemate ha detto:

      Stai entrando nella modalità: insegnerò anche matematica e scienze… e motoria e musica e storia e geografia… con poche ore ma tanta passione che però richiede preparazione.
      Io sono convinta che la poesia è bellissima e che la vita di ogni giorno ne abbia sempre più bisogno, e che unita ai numeri giusti sarebbe una vera potenza.
      Tu e tutti noi, nella scuola che sta diventando poverella, avremo sempre più bisogno di poesia se vogliamo ovviare alla mancanza dei numeri, numero di insegnanti, di ore, di personale ausiliario, di materiale. Forse quando avevamo i numeri mancava la poesia o non sempre si utilizzavano al meglio le ricchezze a disposizione. Certo un po’ di spreco c’è stato. Ora ci fanno recuperare la mal gestione precedente, quando mai un equilibrio!
      Per quanto riguarda autonomia e utilizzo delle insegnanti, non si tratta di mercanteggiare, nè di sviolinare nulla. Lo stesso numero indispensabile assegnato per legge si può utilizzare o come unico insegnante, solo in classe o come prevalente con completamento orario in altra classe, sfruttando al meglio competenze e interessi di ciascuno. Certo non sempre è possibile, dipende dal numero delle classi, dagli orari, da eventuali trasporti…

      Vabbè buon mare adesso e se ti viene la voglia, dai un’occhiata ai libri, ma la matematica di prima e le scienze e tutto il resto come l’insegnamento del leggere e dello scrivere è nei desideri dei bambini… a noi accendere i loro ardori!!!
      Ciao!

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