MENSA…CHI CI SMENA?

Pubblicato: 21 giugno 2010 da lameladiodessa in SPAZIO MENSA
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Cos’è la mensa per i bambini? E’ tortura? E’ non poter mangiare quello che si vuole? E’ solo “alzare la voce”? E’ sentirsi ogni giorno obbligati a pranzare con persone antipatiche? Oppure è un’altra occasione per imparare a stare insieme? Un’occasione per imparare a mangiare con forchetta e coltello? Un’occasione per imparare ad assaggiare tutto (se va male sputo…)?

Cos’è la mensa per i docenti? E’ fatica? E’ una costrizione? E’ svilimento della propria professione? Oppure è un’occasione per mettere in pratica, ad esempio, i progetti asl per una corretta alimentazione? Un’occasione per PRATICARE BUONE PRATICHE d’insegnamento e di relazione? Un’occasione per inventare…?

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commenti
  1. Maria Grazia Rapella ha detto:

    Ok.Provo a riformulare un mio intervento sulla gestione del tempo mensa. Non è svilente per l’insegnante, ma quando lo fai una volta a settimana con un gruppo di bambini che vedi solo in quell’occasione,con cui vorresti costruire un rapporto, ma il tempo è spezzettato e fai fatica ad annodare i fili tra una volta e l’altra, quando il tempo per il passaggio di informazioni tra gli insegnanti che si succedono nella classe è frammentario e non riesci bene a capire alcune dinamiche del gruppo,nè come intervenirvi, quando poi viene detto che il tuo intervento è necessario perchè tre turni mensa per gli insegnanti di classe sono troppo stancanti, allora hai la sensazione di non essere efficace o forse che ti manchino degli strumenti per fare bene. Poi è vero che ci si stanca, ma è altrettanto vero che è un’occasione d’insegnamento, di relazione, di invenzione ……

  2. LINA ADELE ZECCA ha detto:

    CHIEDO AIUTO AL BLOGGER PER INSERIRE UN LINK CHE ILLUSTRI LO SCHEMA DI JOHARI OPPURE MI INDICHI COME DEVO FARE ; C’è UN ARTICOLO ANCHE SU WIKIPEDIA .OPPURE LO FACCIA LUI …..

  3. alicemate ha detto:

    Lameladiodessa hai ben capito che alla mensa è concentrato qualche problema da risolvere, laddove qualcuno potrebbe smenarci, CHI? ti chiedi, i bambini, gli insegnanti, o chi altro? quindi
    “Lo “Spazio Mensa” dovrebbe concentrare critiche e risposte.”
    ECCOMI:
    – innanzi tutto TU potresti segnalarci qualcosa di positivo, e da riproporre o di negativo, da eliminare, considerato che la mensa l’hai vissuta direttamente come insegnante titolare dell’unica classe che usufruiva del servizio…

    …a tal proposito vorrei anche porti tre domande più che dare risposte:

    1) come mai tu eri presente ad un solo turno mensa SE NON …
    “… E’ fatica? …E’ una costrizione? …E’ svilimento della propria professione?

    2) Non ti sembra più conveniente alla buona riuscita formativa di cui parli che sia un insegnante della classe ad essere presente alla mensa e cogliere l’occasione di
    “… mettere in pratica, ad esempio, i progetti asl per una corretta alimentazione? Un’occasione per PRATICARE BUONE PRATICHE d’insegnamento e di relazione? Un’occasione per inventare…?”

    3)Quando conosci il gruppo non diventa tutto più facile e produttivo?

    Rullano i tamburi… scendi in campo!!!

  4. lameladiodessa ha detto:

    Se vuoi partire da qualcosa di positivo, secondo me, sarebbe necessario in primo luogo evitare domande retoriche. Sto al gioco…ma come insegnano pedagogisti di fama ” Il gioco è gioco, è attività, è costruzione e interesse non mera perdita di tempo”. Quindi adegua le domande al gioco.
    In ogni caso rispondo, misurandomi sul calibro della domanda:
    1)L’orario di un insegnante è di 24 ore settimanali: nell’anno passato ho insegnato matematica, motoria, informatica, inglese e scienze. Ho coperto una sola mensa (spazio dalle 12:30 alle 14:25) e due pomeriggi (uno post mensa e uno dopo le 14:25). In nessuno di questi momenti mi sono sentito svilito. Se avessi avuto 4 mense? O quattro pomeriggi? O tutte le materie? Non fa nessuna differenza…( fai almeno finta di conoscermi, dai…).

    2)Lo spazio mensa e quello che segue potrebbe essere un prototipo di “progettazione trasversale” che mai è stata fatta a scuola. Se vogliamo metterla sul burocratico: tutti gli insegnanti sono stati assunti (chi per concorso chi per altre vie) sapendo che potevano essere assegnati a discipline diverse dalle “preferite” e a compiti diversi che pure fanno parte della scuola. Un concorso o una laurea in scienze della formazione ti abilita (con tutte le responsabilità) ad insegnare e fare tutto ciò che è scuola nel senso stretto del termine.

    3) Conoscere il gruppo classe significa anche e soprattutto aver voglia di conoscerlo…Inoltre se il tempo è poco (settimanalmente) si possono fare progetti a lungo termine.

    p.s.
    I tamburi sono la mia passione…

  5. alicemate ha detto:

    Eh eh… i tamburi hanno funzionato!!

    Non mi offendi in nessun modo, se il gioco è svilente è perchè io parto sempre dalle regole base per essere certa che tutti mi seguano, POI… si può rendere il gioco più complesso e interessante, ma lo deve essere PER TUTTI, gli insegnanti devono graduare, motivare, evitando esclusioni e umiliazioni … “perchè deve esserci una strada per arrivare anche a lui, a quello che non si attiva”… caro maestro tu sei pronto, ma devi essere paziente, tutti ci devono arrivare!!!

    Poi, visto che ti conosco, pensavo che tu potessi capire che la domanda doveva essere intesa da una visuale più ampia, non che tu mi spiegassi il tuo orario, ho la tabella degli orari sul mio desktop!! eh eh, volevo una risposta più “intelligente” da te! 😉
    L’orario non l’hai stabilito solo tu, se ne è parlato collegialmente, quindi perchè si è deciso in quel modo e non in tutti gli altri possibili? perchè quello predisposto è stato ritenuto uno dei possibili ottimali, perchè? A te è sembrato funzionale? sarebbe stato meglio per i bambini che gli insegnanti titolari di classe potessero coprire tutte le mense(io intendo anche solo 12,30/13,30) oppure no? Hai una diversa proposta per il futuro? Noi l’orario lo abbiamo deciso con le mense distribuite fra 4 insegnanti perchè? perchè non abbiamo distribuito la motoria? Dai non fare l’ingenuo…

    Io le mie idee in merito le ho, ma sono le tue che mi interessano, perché mi dovrebbero convincere che stiamo andando nella giusta direzione … IO COME TE mi adeguo a tutto, ed ho fatto di tutto… il nostro è un lavoro e si fa al meglio possibile tutto quello che serve… ma ora stiamo riflettendo su cose fatte e su possibili miglioramenti…

    Mi fermo qui perchè sono stata eccessivamente prolissa, non so, non riesco più a farmi capire… povera me, e la pensione slitta!!

    Fermare i tamburi!! e si presti attenzione alle tattiche!!
    (p.s: se non reggi a questa battaglia “logorante”… ritirati!!)

  6. maestra Maria ha detto:

    Ripensando a questo mio primo anno di lavoro in una classe con mensa scolastica, ho riletto post e relativi commenti:
    – primo: tosti sia lameladiodessa che alicemate
    – secondo: sono passati tre anni ma le cose non sono cambiate, la mensa è sempre al “limbo”, luogo di nessuno: ci sono gli insegnanti come responsabili ma non sanno bene il loro ruolo, c’è il personale di cucina: è il loro regno, quindi vorrebbero regnare ma i bambini non sono loro “sudditi”, dovrebbero essere loro “clienti”, ma
    – terzo: io ho fatto due turni mensa settimanali, mi sono impegnata a far assaggiare (VEDI POST QUI), a far usare le posate… per fermarmi a quanto detto nel post, ma questa mensa scolastica rimane un momento di rumorosa e forzata convivialità…
    Se serve si fa.

  7. maestra Maria ha detto:

    per essere più concreti:
    – la mensa e il dopomensa sono considerati momenti meno impegnativi didatticamente perchè gli insegnanti non sono tenuti a scriverne la programmazione e registrarne le valutazioni (diciamolo sottovoce perchè per i Dirigenti spesso è l’unica cosa che si impegnano a richiedere)
    – quindi non richiedendo questa registrazione si può affidare questo momento anche agli insegnanti non titolari di alcuna disciplina, a ins. di sostegno, ad un ins. che dia un occhio a due classi…
    – ci sono ins. che si occupano più volentieri di questo momento altri meno…
    – io sono nei secondi: preferisco mangiare in miglior tranquillità, il dopomensa nel mio gruppo classe invece può essere utile a rilassare i tempi dello stare insieme in modo giocoso.

    Concludendo il momento della mensa e dopomensa è ASSISTENZA, gli insegnanti poi ne fanno un momento educativo, quando possono!!!
    Giusto? Per ora è tutto.

    • lameladiodessa ha detto:

      Se il momento mensa è assistenza, lo è anche l’intervallo ma anche quando gli alunni lavorano in autonomia (magari in gruppo) su una traccia stabilita. Oppure ancora quando si fanno le gite…le uscite sul territorio. Per non dimenticare le varie attività di fruizione culturale “passiva”(cinema, teatro)…o le giornate con l’esperto di turno.

  8. maestra Maria ha detto:

    Eh eh eh, d’accordo.
    Lo so che sia la mensa che il dopomensa possono essere momenti altamente educativi, e che ogni insegnante li può organizzare a modo suo: siamo tutti professionisti, quindi se siamo presenti automaticamente ogni attività è sotto la diretta gestione vigile, preparata e sensibile dell’insegnante che fa di ogni momento qualcosa di formativo, non ci serve certo l’obbligo di programmare e valutare… gli obiettivi saranno programmati e valutati trasversalmente…
    Forse il mio discorso è un po’ polemico, scusa, il prossimo anno: non vedo, non sento, non parlo… siamo tutti buoni e felici! 🙂
    Ciao e buona estate!

  9. alicemate ha detto:

    Lameladiodessa, ripensavo… sotto la doccia, che potremmo considerare chiuse le ostilità intorno alla scuola a tempo pieno iniziate tre anni fa: il tempo pieno mi ha conquistato sperimentandolo, era rimasta la mensa come ultimo baluardo dove avevo messo tutte le difese personali, fisiche e psicologiche incallite nel profondo del mio essere… con questo ultimo tentativo di riscossa mi considero sconfitta ed esco a congratularmi con il mio paziente avversario.
    Che ne dici di un brindisi 😉

  10. lameladiodessa ha detto:

    Stai accorta…ci sono molte falle e spiragli di intervento. Mi sto ri-documentando e aggiornando…

    • alicemate ha detto:

      quindi necessita ancora un po’ di lucidità?
      ok per una buona lezione, i dibattiti, come i laboratori, obbligano a mettersi in gioco, faticare… sono talmente stanca…
      Ti aspetto insieme ai potenziali lettori del web. 🙂

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