IL GIOCO DEL NASCONDERE

Pubblicato: 23 gennaio 2010 da lameladiodessa in GIOCHI MATEMATICI

Il “gioco del nascondere” è un gioco che ho conosciuto frequentando un laboratorio matematico all’università. Il gioco è rivolto a bambini di prima (scuola primaria) e lo scopo è quello di favorire nei bambini l’esperienza del contare.

Il gioco del nascondere

FASE 1 L’insegnante chiede al bambino di contare le caramelle nella seguente situazione:

 

 “Sotto il cartoncino ci sono 3 caramelle. Quante sono in tutto le caramelle?”

FASE 2 L’insegnante mostra 5 caramelle; il bambino le conta. Quindi l’insegnante nasconde alcune caramelle sotto un cartoncino.

Quante caramelle ci sono sotto il cartoncino?”

FASE 3  Due quantità nascoste:


Prima modalità: “Sotto il primo cartoncino sono nascoste 3 caramelle, sotto il secondo ne sono nascoste 2. Quante caramelle ci sono in tutto sotto i due cartoncini?”

Seconda Modalità: “In tutto le caramelle sono 5; 2 sono nascoste sotto il primo cartoncino. Quante sono le caramelle nascoste sotto il secondo cartoncino?”

REGOLE: La prima volta, l’attività viene eseguita sotto la guida dell’insegnante; in seguito essa viene eseguita da coppie di bambini in forma di gioco. Ogni attività viene ripetuta dai bambini nei giorni seguenti. All’inizio si utilizzano quantità entro il 5. L’insegnante mostra che può essere utilizzata anche la quantità 0. I bambini registrano quando vincono e quando perdono. Gli oggetti utilizzati cambiano spesso: biglie, caramelle, lego, ecc… In seguito i giochi vengono ripetuti aumentando gradualmente le quantità.

commenti
  1. MARIA scrive:

    CARINO DAVVERO: ADDIZIONI E SOTTRAZIONI…. NON DOVEVI DIRMELO SUBITO, ASPETTAVI VENERDI’ NON TI DISTURBAVO… VEDI COME SONO CURIOSA 😦

  2. lina adele zecca scrive:

    un docente che apre un blog per parlare della scuola mi lascia sperare che qualche cosa possa cambiare perchè il cambiamento sperato atteso invocato e solo teorizzato può passare solo dai docenti che parlano di scuola agita,che la condividono con altri docenti,che si appassionano e si lasciano condurre da questi nuovi alunni che invocano il cambiamento di quelle pratiche didattiche che non passano nei loro cuori e nelle loro anime.Sono sempre più convinta che la scuola potrà recuperare il suo ruolo istituzionale e rendere conto socialmente del suo operato se i docenti escono dalla cultura dell’adempimento e pensano ai risultatie a tali risultati finalizzano il loro operato prezioso …

    • maria scrive:

      …io penso che debba essere orgogliosa di questo “insegnante speciale” che fa sperare in un futuro dove la passione per il lavoro si coniuga con la preparazione e la sensibilità e non con l’arroganza e la presunzione… grazie anche a lei per i suoi “contributi”… scritti e… agiti !!

      • lina adele zecca scrive:

        di questo insegnante speciale è bene parlare solo in famiglia, certo che sono orgogliosa, ma sono anche impaziente rispetto ad un suo dispiegarsi professionale che ora non gli è permesso per la condizione giuridica in cui è collocato. Di insegnanti speciali ce ne sono tanti nella scuola statale, per fortuna, così come sono tante le buone pratiche che non sono condivise.Penso che ancora più importante delle buone pratiche sia comunque sempre mettersi di fronte all’alunno che non si attiva e cercare il modo per attivare anche il suo apprendimento senza mai arrendersi o sottrarsi alle proprie responsablità addossandole ad altri che possono avere sì responsabilità nei confronti di quell’alunno,ma non possono essere quelle che competono al suo insegnante e alla scuola. Si certo invece dell'”arroganza” di cui tu parli , ci deve essere la riflessione umile sul proprio operato , la ricerca di un’altra strada , l’ottimismo rispetto al fatto che deve esserci una strada per arrivare anche a lui ,a quello che non si attiva, tutto questo nel rispetto della propria serenità di vita di insegnante in un momento come questo .

  3. maria scrive:

    …il “penso” era decisamente sbagliato, ero certa che lo fosse…. e in attesa che il “blogghista” si liberi e si occupi anche di questo spazio, ne approfittiamo per “chiaccherare”…

    Spesso noi insegnanti ci lasciamo prendere da un eccesso di attenzione ai traguardi, piuttosto che ai percorsi, che a volte sono i responsabili della demolizione della possibilità stessa di raggiungere la meta…
    ….educare al rispetto lo si fa anche e soprattutto rispettando, alla conoscenza conoscendo, alla curiosità, alla divergenza …ponendoci con problematicità e audacia alla scoperta e, …. rischiare lo sbaglio è facile se la strada non è già tracciata, …. quindi pronti a correggersi e a riprovare … con umiltà!!
    Umiltà o coraggio?… l’umiltà oggi è fuori moda, è dei perdenti …. per praticarla ci vuole coraggio!!

    Si fa quel che si può e…., come ha detto lei, salvaguardando anche la nostra serenità di persone, di insegnanti, di genitori … .

    • lina adele zecca scrive:

      stiamo occupando un blog che dovrebbe trattare di matematica anche se gli argomenti del nostro discorrere sono alla base di ogni disciplina : hai ragione ci vuole coraggio per essere umili, il coraggio di affrontare quelli che sono sicuri di ogni tracciato precostituito, ma alla fine è di questo coraggio che ha bisogno la scuola. in ogni caso tu sai che il probabilismo è alto nei processi formativi e l’importante è non arrendersi mai, non dare guidizi inappellabili, anche se la scuola sta diventando a livello educativo l’ultimo baluardo di valori che sono riconosciuti solo nelle intenzioni, mentre i media stanno facendo un lavoro che noi non riusciamo a contrastare con sufficiente spirito critico, forse perchè in parte ci siamo immersi, ma anche perchè le disciline sono lontane dalla vita sono a volte inerti , sono appunto materie , non discipline, spesso i sinonimi apparenti hanno significato profondamente diverso.Certe trasmissioni televisive sono angoscianti se si pensa ai messaggi che veicolano nelle menti molli ,a volte i colloqui con alcuni genitori sono il disvelamento dei comportamenti dei figli … e la scuola …

      • maria scrive:

        …e parliamo allora di MATEMATICA!! …proprio oggi sono rimasta felicemente colpita dalla reazione dei miei alunni alla richiesta di incollare sul quaderno un lavoro appena concluso….

        Allora, mi spiego: in questi giorni sto affrontando l’argomento della simmetria e, visto che siamo in periodo di carnevale, ho fatto costruire anche una mascherina utilizzando appunto l’asse di simmetria…. ecc …( potrebbe andare sul blog, capo permettendo ), e quando ho detto ai ragazzi di incollarla sul loro quaderno di geometria ho notato una grande delusione… ho quindi approfondito e ho scoperto che il “loro” lavoro, la “loro” mascherina, la volevano tenere e indossare per il “loro” carnevale…

        E dov’è la meraviglia?… abbiamo superato i media!?.. la geometria ha contrastato il supermercato!?

        E’ una piccola cosa che ho forse voluto io leggere come messaggio di vittoria….. comunque io sono convinta che tutti noi cominciamo ad essere “stufi” degli eccessi, dei ritmi non umani che questa società ci costringe a seguire… e forse ….

  4. lina adele zecca scrive:

    sto leggendo ” la vita liquida ” di ZYGMUNT BAUMAN, si dice che ..le speranze
    di utilizzare l’educazione come una leva abbastanza potente da scombussolare,e in ultima analisi rimuovere le pressioni dei fatti sociali sembrano essere tanto vulnerabili quanto immortali …per quanto possono essere schiaccianti le forze contrarie una società democratica non conosce alternative all’impiego dell’educazione e dell’autoeducazione come mezzi per influenzare il corso degli eventi che possono essere riconciliati con la sua natura , la quale dal canto suo non si può conservare a lungo senza pedagogia critica senza un’educazione che affili le armi della critica e faccia sentire in colpa la nostra società e smuova le acque agitando le coscienze umane ……il senso dell’educazione sta nel mettere in questione il portato delle’esperienza quotidina , nel controbattere e in fondo rifiutare le pressioni provenienti dal contesto sociale in cui agiscono gli allievi …ma saranno educazione ed educatori all’altezza ? sapranno evitare di mettersi al servizio proprio delle pressioni che dovrebbero rifiutare ? ( si chiede l’autore )

    • maria scrive:

      Qualcuno, che sa muoversi anche nell’entropia , ha scoperto il nostro errore e bisogno ed ha predisposto uno spazio apposito per la “libera discussione”, quindi spostiamoci là, lasciando questo campo a chi volesse commentare intorno al gioco sopra descritto..
      ”L’ordine è garanzia di libertà!!”….

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